Paure, Sogni, Meraviglia

Creatività e Emozioni: Percorsi tra Arte, Psicologia e Neuroscienze

Convegno Nazionale

9 – 10 Maggio 2026

Sala Musica
Via Magenta 13

Suvereto (LI)

Paure, Sogni, Meraviglia

Creatività e Emozioni: Percorsi tra Arte, Psicologia e Neuroscienze

Convegno Nazionale — 9 e 10 Maggio 2026

Sala Musica, Via Magenta 13 — Suvereto (LI)

Paure, Sogni, Meraviglia: la Creatività come Architettura delle Emozioni

Il progetto scientifico promosso dall’Istituto di Cultura – Ente Puccini Suvereto nasce dall’esigenza di indagare la creatività non come un fenomeno isolato, ma come il punto di convergenza tra le dinamiche affettive profonde e le funzioni cognitive superiori. Attraverso il prisma di “Paure, Sogni e Meraviglia”, il convegno si propone di tracciare un itinerario transdisciplinare dove arte, psicologia e neuroscienze dialogano per svelare i meccanismi che rendono l’essere umano capace di trasformare il proprio mondo interiore in espressione collettiva.

Un’Antropologia della Trasformazione

La scelta dell’Istituto di focalizzarsi su queste tre dimensioni emotive risponde a una precisa strategia di ricerca:

La Paura e il Limite — La sessione dedicata all’analisi dei fondamenti scientifici e al disagio (dai processi antropologici al ritiro sociale) esplora la creatività come risposta adattiva. La ricerca neuroscientifica suggerisce che l’arte possa agire come un “simulatore sicuro” per rielaborare il trauma e l’ansia, trasformando la paralisi della paura in movimento espressivo.

Il Sogno e l’Intuizione — Il “sogno” rappresenta qui la dimensione dell’inconscio e della visione. Indagare il “Suono dell’Essere” e i processi di improvvisazione significa entrare nel dominio della plasticità neurale, dove il pensiero divergente permette di superare le cornici predefinite della logica ordinaria per approdare a nuove sintesi di significato.

La Meraviglia e la Cura — La meraviglia è il motore dell’apprendimento e della riconnessione. Attraverso il racconto di esperienze cliniche e di inclusione, la sessione evidenzia come l’emozione estetica sia in grado di riattivare il legame sociale, offrendo una via d’uscita dall’isolamento e restituendo dignità e cura attraverso la bellezza condivisa.

Il convegno intende dimostrare che l’atto creativo è lo strumento con cui la psiche organizza il caos delle emozioni (le paure), attinge alle risorse del possibile (i sogni) e si apre alla rigenerazione del Sé e dell’altro (la meraviglia).

Moderatrice: Dott.ssa Eleonora Di Fortunato

9 Maggio 2026 — Sessione Plenaria

Ingresso Libero

14:00 – 14:30

Apertura e Introduzione ai Lavori

Saluti delle autorità, presentazione delle linee guida scientifiche e degli obiettivi del convegno.

14:30 – 15:00

Emozioni, creatività, improvvisazione: il suono dell’essere, tra pedagogia, antropologia e neuroscienze

Prof. Leonardo Menegola

Ricercatore in Pedagogia Speciale, Università eCampus. Psicologo e musicoterapeuta. Presidente dell’Associazione Sensoria. Professore aggiunto di Antropologia psicologica e medica e Pedagogia Speciale presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia di ANEB, Milano.

15:00 – 15:30

La meraviglia come possibilità interna anche nella sofferenza: approfondimento clinico-psicologico

Dott.ssa Agnese Benedetti

Psicologa clinica e psicoterapeuta ad orientamento Centrato sulla Persona. Si occupa di bambini, adolescenti e adulti. Svolge la libera professione presso gli studi di Porto Santo Stefano, Grosseto e il centro Baby Salus di Follonica. Collaboratrice psicoterapeuta presso l’Associazione Olympia de Gouges APS.

15:45 – 16:00

Coffee Break

16:00 – 16:45

Oltre le Cornici: l’Arte come Spazio di Cura e Inclusione

Dott. Giorgio Albanesi

Psichiatra con trent’anni di esperienza nel Sistema Sanitario. Responsabile dell’Unità Funzionale Salute Mentale Adulti e del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) delle Valli Etrusche. Già dirigente medico di alta specializzazione e guida del Centro Terapeutico “L’Ancora”, mette a disposizione la sua profonda competenza clinica e gestionale per il coordinamento dei servizi territoriali della Val di Cornia.

Dott.ssa Cecilia Mainardi

Medico Chirurgo, specialista in Psichiatria, Master di secondo livello in Global Health (Università degli Studi di Milano). Dirigente Medico presso l’UFSMA Val di Cornia. Collabora con la UOC Progetti finalizzati e la cooperazione internazionale sanitaria. Responsabile scientifico e medico referente del progetto Oltre le Cornici.

Dott.ssa Elena Zimbè Zaire

Educatrice Professionale presso il Centro di Salute Mentale di Piombino, UFSMA Val di Cornia, Az. USL Toscana Nord Ovest. Laureata in Educatore Professionale e Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica. Master della Regione Toscana in Interventi Assistiti con gli Animali. Esperta in approcci riabilitativi integrativi evidence-based. Al convegno presenterà i risultati del progetto “Oltre le Cornici” in qualità di coordinatrice.

16:45 – 17:15

Hikikomori: comprendere, sostenere, accompagnare

Associazione Hikikomori Italia Genitori ONLUS

Prima rete nazionale dedicata al supporto delle famiglie di giovani che vivono il ritiro sociale volontario. Attraverso gruppi di mutuo aiuto, consulenze professionali e un’intensa attività di sensibilizzazione istituzionale, l’associazione offre ai genitori strumenti per comprendere il fenomeno, rompere l’isolamento e ricostruire un dialogo con i figli. Opera come ponte tra famiglia, scuola e istituzioni per promuovere percorsi di inclusione e tutelare il diritto al benessere di ragazzi e genitori.

17:15 – 18:15

Tra arteterapia e pensiero visivo: il processo creativo come strategia per trasformare la narrazione di sé

Dott.ssa Marta Troletti

Laureata nel 2021 in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica a Milano. Ha lavorato in strutture socio-sanitarie e sul territorio in ambito psichiatrico e scolastico. Frequenta un master triennale di Arteterapia a indirizzo arti visive, foto, video, teatro e performance presso la Nuova Associazione Europea per le Arti Terapie di Bologna.

18:15 – 18:30

Coffee Break

18:30 – 19:30

Il potere creativo della voce tra emozione e intuizione

Dott.ssa Cristina Rosati

Etnomusicologa e musicoterapista NMT (Neurologic Music Therapy). Studiosa della voce umana come espressione dell’anima e ponte tra interiorità e realtà. Ideatrice del Modello R.I.V.A. (Risveglio – Intuizione – Voce – Armonia).

19:30 – 20:00

Domande e discussione

20:00

Cena libera presso i locali convenzionati del borgo

9 Maggio 2026 — Laboratorio Serale

Ingresso Libero

21:00 – 23:00

Il Borgo come Spazio Narrativo — Laboratorio Esperienziale: Parole nel Borgo

Dott.ssa Irene Di Natale

Laureata in Lingue Moderne con solida esperienza nell’insegnamento e nell’editoria. Redattrice e giurata del Premio Nazionale Giovane Holden. Formatasi tra la Scuola Holden e laboratori di drammaturgia, ha pubblicato racconti con diverse case editrici ed è esperta in editing e comunicazione internazionale.

Massimo Campigli

Scrittore e docente di scrittura creativa, esordito nel 2016 con il romanzo Ogni dì, vien sera. Formato in editing e progettazione editoriale presso realtà come Minimum Fax e Belleville, cura i corsi e i progetti individuali per Progetto Nero su Bianco, alternando l’attività di autore a quella di consulente editoriale.

Una passeggiata lenta tra le strade di Suvereto, dove il borgo cambia voce e i contorni sfumano. Attraverso l’osservazione e l’ascolto, i partecipanti vivranno un’esplorazione notturna tra realtà e immaginazione. Le ombre, i vuoti e i dettagli inattesi diventeranno materia narrativa, trasformando percezioni e suggestioni in parole. Non serve esperienza: basta la voglia di muoversi tra paura, sogno e meraviglia. Il laboratorio si concluderà con una restituzione condivisa, intrecciando i diversi sguardi in una narrazione collettiva del borgo.

10 Maggio 2026 — Sintesi e Prospettive

Ingresso Libero

11:45 – 12:30

Energia Creativa: Oltre l’orizzonte del visibile

Dott.ssa Sara Del Bene

Artista e consulente toscana con base a Bruxelles. Sviluppa progetti partecipativi tra arte, comunità e patrimonio. Realizza installazioni site-specific per spazi pubblici e collabora con enti e organizzazioni a livello internazionale. Fondatrice di Well-Being ART Work, integra creatività e pratiche artistiche nei contesti professionali per promuovere benessere e collaborazione.

12:30 – 13:30

Restituzione Workshop e Chiusura dei Lavori

Partecipazione e Iscrizioni

Il Convegno Nazionale promuove la libera circolazione dei saperi: l’accesso alle sessioni plenarie, alle relazioni scientifiche e al laboratorio esperienziale serale “Parole nel Borgo” è libero e gratuito.

Workshop di Antropologia dell’Improvvisazione

Partecipazione Attiva — €45 totali (€15 iscrizione + €30 frequenza)

Riservata a professionisti della salute, riabilitazione, educazione e musicisti. Requisito: competenze musicali di base.

Uditore — €30 totali (€15 iscrizione + €15 frequenza)

Per chi desidera osservare le dinamiche metodologiche senza intervenire nelle esercitazioni pratiche.

Note e Agevolazioni

Sconto 10% per i soci AIM. Rilascio di attestato di partecipazione valido a fini curricolari. Posti limitati: la prenotazione anticipata è vivamente consigliata.

Come Iscriversi

Form online: Compila il modulo di iscrizione

Via email: segreteria@entepuccinisuvereto.com
Indicare i dati anagrafici completi e specificare chiaramente a quali attività o workshop si desidera partecipare.

Info e Accoglienza

La Segreteria del Convegno è a completa disposizione dei partecipanti per fornire supporto informativo e agevolare il soggiorno presso il borgo di Suvereto.

Mobilità e Trasporti

Indicazioni per il raggiungimento della sede, mappe dei parcheggi riservati e coordinamento dei collegamenti ferroviari.

Ospitalità

Orientamento nella scelta delle strutture ricettive (Hotel, B&B, Agriturismi) situate nel centro storico e nelle aree limitrofe.

Servizi in Convenzione

Elenco aggiornato delle strutture ristorative e dei locali del borgo che riservano tariffe agevolate ai partecipanti durante le giornate dei lavori.

Contatti

Email: segreteria@entepuccinisuvereto.com
Telefono: 350 1766636 — 392 7418181

Partecipazione e Iscrizioni

Il Convegno Nazionale promuove la libera circolazione dei saperi: l’accesso alle sessioni plenarie, alle relazioni scientifiche e al laboratorio esperienziale serale “Parole nel Borgo” è libero e gratuito.

Workshop di Antropologia dell’Improvvisazione

Partecipazione Attiva — €45 totali (€15 iscrizione + €30 frequenza)

Riservata a professionisti della salute, riabilitazione, educazione e musicisti. Requisito: competenze musicali di base.

Uditore — €30 totali (€15 iscrizione + €15 frequenza)

Per chi desidera osservare le dinamiche metodologiche senza intervenire nelle esercitazioni pratiche.

Note e Agevolazioni

Sconto 10% per i soci AIM. Rilascio di attestato di partecipazione valido a fini curricolari. Posti limitati: la prenotazione anticipata è vivamente consigliata.

Come Iscriversi

Form online: Compila il modulo di iscrizione

Via email: segreteria@entepuccinisuvereto.com
Indicare i dati anagrafici completi e specificare chiaramente a quali attività o workshop si desidera partecipare.

Info e Accoglienza

La Segreteria del Convegno è a completa disposizione dei partecipanti per fornire supporto informativo e agevolare il soggiorno presso il borgo di Suvereto.

Mobilità e Trasporti

Indicazioni per il raggiungimento della sede, mappe dei parcheggi riservati e coordinamento dei collegamenti ferroviari.

Ospitalità

Orientamento nella scelta delle strutture ricettive (Hotel, B&B, Agriturismi) situate nel centro storico e nelle aree limitrofe.

Servizi in Convenzione

Elenco aggiornato delle strutture ristorative e dei locali del borgo che riservano tariffe agevolate ai partecipanti durante le giornate dei lavori.

Contatti

Email: segreteria@entepuccinisuvereto.com
Telefono: 350 1766636 — 392 7418181

9 e 10 Maggio 2026 — Workshop

Attività a Pagamento

9 Maggio 9:30 – 13:00 | 10 Maggio 9:30 – 11:30

Antropologia dell’Improvvisazione — L’Arte che Trasforma: oltre il confine della performance

Prof. Leonardo Menegola

Ricercatore in Pedagogia Speciale, Università eCampus. Antropologo, musicoterapeuta e psicologo.

Destinatari: Musicisti, Musicoterapisti, Educatori, Psicologi, Psichiatri con conoscenze musicali di base.

Attività: Un percorso esperienziale e riflessivo per trasformare l’incertezza dell’improvvisazione in uno spazio di meraviglia e possibilità. Attraverso due sessioni, si esplorerà l’improvvisazione come pratica sociale per ridefinire l’errore e costruire significati in tempo reale, approfondendo il valore del gesto sonoro come strumento relazionale nei contesti educativi, inclusivi e terapeutici.

Collocazione nel programma:

SESSIONE 1 — Sabato 9 maggio 2026, ore 9:00–13:00 (4 ore)
Sessione Formativa: Workshop
SESSIONE 2 — Domenica 10 maggio 2026, ore 9:30–11:30 (2 ore)
Sessione Formativa: Workshop (Attività a Pagamento)
Durata complessiva: 6 ore
Destinatari: Musicisti, Musicoterapisti, Educatori, Psicologi, Psichiatri con conoscenze musicali di base.

1.⁠ ⁠ISPIRAZIONE E VALORI

Questo laboratorio si ispira a un approccio socio-umanistico, pedagogico e musicoterapeutico che vede l’improvvisazione non solo come una tecnica musicale, ma come un profondo strumento di relazione, comunicazione e conoscenza di sé. L’obiettivo è creare un contesto di apprendimento che integri soprattutto musicisti e musicoterapeuti, ma senza escludere altre figure formate o che praticano un interesse verso la musica o la musicoterapia, in modo da valorizzare l’improvvisazione come territorio di ricerca, cornice di comunicazione e strumento dinamico di relazione. La fedeltà al processo, l’ascolto profondo, la consapevolezza e la costruzione, manutenzione e “gestione” della propria estetica sono i pilastri di questa esperienza. Questo taglio eminentemente interdisciplinare e multidisciplinare rappresenta concretamente l’afflato inclusivo della proposta.

 

2.⁠ ⁠CORNICE CONCETTUALE

2.1 L’improvvisazione come pratica incarnata, situata e relazionale
Questo laboratorio propone un’esperienza immersiva di improvvisazione musicale pensata per professionisti con formazione intermedia o avanzata — musicisti, musicoterapeuti, educatori musicali, arteterapeuti, psicologi — che desiderino approfondire la pratica improvvisativa attraverso una lente esplicitamente antropologica e pedagogica. Non si tratta tanto o solo di un corso di “tecnica” dell’improvvisazione, ma di un percorso esperienziale e riflessivo che interroga cosa accade — nei corpi, nelle relazioni, nei significati — quando si improvvisa.

2.2 L’improvvisazione musicale e le emozioni del convegno
L’improvvisazione musicale, nelle sue molteplici declinazioni — dalla free improvisation alla pratica clinica musicoterapeutica, dalle tradizioni orali alle sperimentazioni contemporanee — rappresenta un territorio privilegiato per osservare il gioco tra paura e coraggio, controllo e abbandono, che sta al cuore di ogni processo creativo. Chi improvvisa si espone all’ignoto: sceglie di abitare uno spazio in cui l’errore non è fallimento ma possibilità generativa, in cui il “non sapere cosa verrà dopo” può trasformarsi da fonte di angoscia a condizione di meraviglia.

2.3 Prospettiva antropologica
Nella prospettiva antropologica, l’improvvisazione è assunta come pratica culturalmente situata e incarnata: forma di conoscenza che attraversa tradizioni musicali diverse, dal raga indiano al jazz, dai canti polifonici alle pratiche rituali, e che si radica in un’ecologia del suono intesa come relazione tra corpi, ambienti e comunità interpretative (Feld, 2012; Ingold, 2011). L’etnografia delle pratiche improvvisative rivela come il gesto sonoro improvvisato sia sempre anche un gesto sociale e simbolico: un modo di fare mondo insieme, negoziando significati in tempo reale.
La dimensione antropologica è presente nel trattamento dell’improvvisazione:
A) Come pratica culturale, dalle tradizioni orali dell’Africa occidentale alle sessioni di free jazz, dai rituali di cura sonora alle pratiche musicoterapeutiche contemporanee.
B) Come forma di meaning-making situato o di “conoscenza in azione” (Ingold, 2011): un sapere che non si possiede prima di agire, ma che si costituisce nell’agire stesso.
C) Come dimensione rituale e simbolica — l’etnografia di queste pratiche rivela dimensioni che sfuggono all’analisi puramente musicologica: – il ruolo del corpo e della percezione sensoriale (Csordas, 1993); – l’ecologia del suono come relazione tra organismo e ambiente (Feld, 2012); – i processi di negoziazione intersoggettiva del significato che avvengono in tempo reale tra chi suona.

2.4 Prospettiva pedagogica
Parallelamente, la dimensione pedagogica si focalizza su:
A) L’apprendimento trasformativo — la prospettiva pedagogica consente di leggere l’improvvisazione come spazio di apprendimento trasformativo.
B) L’inclusione — l’improvvisazione diventa così “espressiva” in quanto “capace di attivare competenze relazionali, comunicative ed emotive”, e viceversa, “capace di…” in quanto “espressiva” (Menegola, 2024): e lo fa universalmente e quindi anche nel caso di soggetti che i contesti educativi tradizionali faticano a raggiungere.
C) Il ruolo dei mediatori espressivi nei processi educativi: – Nell’improvvisazione si impara sbagliando, cioè applicando la creatività all’“errore”, il che consente di vedere l’errore come possibilità. – Si costruisce sapere attraverso l’interazione: una dinamica che la pedagogia speciale e inclusiva riconosce come fondativa per qualsiasi processo educativo autentico.

2.5 Verso un’antropologia pedagogica dell’improvvisazione
L’intervento si colloca all’incrocio tra antropologia della musica e del suono (Feld, Ingold, DeNora), pedagogia speciale e didattica inclusiva (indirizzo di ricerca del proponente, SSD M-PED/03), psicologia della creatività e musicoterapia. Ancora, l’intervento si radica nella ricerca dell’autore all’incrocio tra antropologia culturale (con particolare attenzione all’anthropology of sound e alle pratiche di meaning-making), pedagogia speciale e inclusiva, e musicoterapia come pratica professionale. Si tratta di un contributo che ambisce a colmare un vuoto nella letteratura: la quasi totale assenza di un dialogo sistematico tra lo studio antropologico dell’improvvisazione e la riflessione pedagogica sulle sue potenzialità formative e inclusive.
Potremmo parlare di una antropologia pedagogica dell’improvvisazione.

2.6 Playfulness e meraviglia
Sul versante pedagogico, il laboratorio esplora l’improvvisazione come mediatore educativo inclusivo (Menegola, 2024): uno spazio in cui la dimensione ludica (playfulness) permette di rielaborare creativamente paure e vulnerabilità, trasformando il “non saper fare” in occasione di apprendimento. Emergerà come la “meraviglia” — intesa non solo come emozione estetica ma come apertura epistemologica (Hepburn, 1980; Vasalou, 2015) — si produca nei contesti di improvvisazione collettiva come effetto della scoperta condivisa: quel momento in cui il gruppo genera qualcosa che nessuno dei partecipanti avrebbe potuto prevedere o produrre individualmente.

 

3.⁠ ⁠DESTINATARI

Il laboratorio è pensato per un’utenza con diversi tipi di competenze:
Musicisti, musicoterapeuti, educatori musicali, arteterapeuti, psicologi e professionisti della cura con esperienza musicale intermedia o avanzata.
Cultori della musica, anche autodidatti. Studenti di musica. Studenti di Musicoterapia.
Non è richiesta competenza specifica in improvvisazione, ma una familiarità di base con la pratica musicale (strumentale, vocale o corporea).
Non è indispensabile una formazione strutturata, classica, formale.
Durante i laboratori non leggeremo partiture.

 

4.⁠ ⁠OBIETTIVI FORMATIVI

 Sperimentare l’improvvisazione come forma di conoscenza incarnata e relazionale, non solo come tecnica musicale.
 Sviluppare competenze di ascolto e sintonizzazione affettiva.
 Esplorare il rapporto tra suono, corpo e ambiente attraverso la lente dell’antropologia del suono e dell’ecologia acustica.
 Riflettere sul potenziale pedagogico e inclusivo dell’improvvisazione come mediatore espressivo.
 Interrogare le polarità che animano la pratica improvvisativa: coraggio/paura, ordine/disordine, silenzio/suono, io/noi.
 Acquisire strumenti per la decostruzione culturale dei concetti di “musica”, “rumore”, “errore” e “competenza musicale”.
 Fare esperienza della dimensione rituale, simbolica e partecipativa dell’improvvisazione collettiva.
 Sviluppare competenze riflessive e metacognitive sulla propria pratica improvvisativa e sulla conduzione di gruppo.
 Esplorare le implicazioni pedagogiche dell’improvvisazione per il lavoro in contesti educativi, inclusivi e terapeutici.
 Sperimentare la progressione dall’io al noi: dall’esplorazione individuale del corpo sonoro alla costruzione collettiva del significato musicale.
 Fornire strumenti tecnici e metodologici per l’utilizzo dell’improvvisazione estemporanea nei contesti di cura, formazione e sviluppo del potenziale umano.

 

5.⁠ ⁠CONTENUTI E METODI

5.1 Contenuti
Il percorso attinge a un ricco bagaglio di modelli teorici e pratici, tra cui:
 Tecniche e metodi dell’improvvisazione: dal lavoro sui parametri base (ritmo, melodia, dinamica) a tecniche complesse (mirroring, matching, grounding, frameworking). Si esploreranno linguaggi specifici come il jazz e la musica concreta.
 Dalla tecnica alla relazione: come utilizzare le competenze tecniche al servizio di obiettivi relazionali, emotivi e terapeutici.
 Antropologia e clinica dell’improvvisazione: analisi delle rappresentazioni culturali, delle dinamiche psicologiche (transfert, controtransfert) e delle pratiche che emergono nel “qui e ora” dell’interazione sonora.
Approccio antropologico all’improvvisazione — le quattro dimensioni:
1.⁠ ⁠La dimensione rituale e simbolica
2.⁠ ⁠La dimensione plurale e partecipativa
3.⁠ ⁠La dimensione contestuale e sistemica
4.⁠ ⁠La dimensione corporeo-sensoriale, pratico-poetica e fenomenologico-esperienziale
5.2 Metodi
 Metodologia laboratoriale ed esperienziale, pur con solidi riferimenti teorico-metodologici: il laboratorio sarà eminentemente pratico, alternando esperienze di improvvisazione, osservazione, ascolto, condivisione (verbale e scritta), analisi di materiale audio/video e simulazioni.
 Registrazione audio: a scopo esclusivamente formativo e interno al laboratorio, alcune sessioni saranno registrate o filmate, con l’obiettivo di garantire i più ampi strumenti di costruzione dell’autoconsapevolezza e del feedback reciproco attraverso competenze riflessive e di autoascolto.

 

6.⁠ ⁠MATERIALI E LOGISTICA

Strumenti
 Piccole percussioni: djembe, tamburi a cornice, shaker, wood block, campane
 Strumenti melodici: metallofoni, kalimba, xilofoni
 I partecipanti sono invitati a portare il proprio strumento.
Prerequisiti
 Nessun prerequisito di lettura musicale.
 Richiesta familiarità di base con la pratica musicale.

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