MOSTRA
L’ARTE DI
RAFFAELE DE ROSA
a cura di Cristina Olivieri
1 FEBBRAIO – 30 MAGGIO 2026
SALA MUSICA VIA MAGENTA, 13 – SUVERETO
OPENING 1 FEBBRAIO 2026 ORE 18.00
L’ARTE DI RAFFAELE DE ROSA
a cura di Cristina Olivieri La favola delle gesta eroiche e delle virtù cortesi dell’artista Raffaele De Rosa è approdata attraverso le sue tele nel borgo medievale di Suvereto. Un mondo visionario quello dell’artista toscano che nasce nel microcosmo lunigianese di Pomarino dove ancora bambino assorbe le emozioni de “Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori” di un matrimonio epico cavalleresco divenuto il protagonista di una storia e di un linguaggio originale e unico. Nato nel 1940 a Podenzana ( Massa) l’ artista nelle sue opere si inspira ad alcuni passi dell’ Iliade di Omero che racconta del breve periodo (circa 50 giorni) del decimo e ultimo anno della Guerra di Troia, concentrandosi sull’ira di Achille, il più forte eroe greco, dopo un litigio con il re Agamennone, che lo porta a ritirarsi dalla battaglia, causando gravi perdite ai Greci. Come nel celebre poema, De Rosa narra alcune scene di battaglie e conflitti e l’intervento degli dei, che culmina con la morte dell’eroe troiano Ettore per mano di Achille con gli eventi che simboleggiano l’orrore e la gloria della guerra. Nascono dalla sua fantasia opere come “Il cavallo di Troia” ( olio su tela 195 x 130), L’ira del Pelide Achille ( olio su tela 140 x150) Lo scontro tra Patroclo e Ettore ( olio su tela 195 x130) qui esposte nella sala Musica dell’Ente Puccini di Suvereto nella mostra realizzata in collaborazione con la galleria Fidanda e l’azienda Tua Rita. Alle imponenti scenografie barocche delle battaglie in cui figurano cavalli e cavalieri, elementi fantastici e naturali come fiori, piante e folta vegetazione che fanno da cornice ai protagonisti, si aggiungono le utopie urbanistiche di origine rinascimentale che l’artista rappresenta come in “Ilio” ( olio su tela 150 x 140). Sono le città ideali e idealizzate che prendono forma grazie a uno schema geometrico con criteri e principi astratti, le stesse che Umberto Eco ha esplorato con le città utopiche dove i luoghi fantastici e i misteri assumono una concretezza narrativa trasformando l’idea di “non luogo” ( utopia) in un luogo testuale plasmato dalla narrazione stessa. Costruzioni intellettuali e narrative che riflettono aspirazioni, ma che esistono pienamente solo nel dominio del racconto o dell’immaginazione. Sono i “non luoghi” che ossessionano anche la fantasia del pittore e stimolano la ricerca tra utopia e realtà. Raffaele De Rosa ha creato un linguaggio proprio ben riconoscibile e articolato, composto di variazioni formali che confermano la continuità delle soluzioni delle figure e che guardano con rinnovato stile ad alcuni artisti come Mantegna, Paolo Uccello, Andrea del Castagno, Piranesi e Dùrer. Nel regno dell’immaginazione più antica della sua fanciullezza De Rosa attinge emozioni e visioni che prendono forma grazie al “Matrimonio di Peppe a Pomarino”, una festa da ballo dopo il pranzo nuziale da cui l’artista allora bambino, elabora in età adulta i ricordi per dipingere foreste di immagini che si ergono come cattedrali. I personaggi chiamati a recitare nelle scene sul suo immenso palcoscenico in mezzo a creature magiche e animali fantastici, dame e cavalieri sono le invenzioni di un artista che si ispira ai grandi classici della letteratura e che nelle sue opere fotografa le scene come poliedrico patrimonio della memoria collettiva.
ingresso libero
visite ogni domenica
ore 16.30 l 18.30
e su appuntamento